Archivio per la categoria ‘CASI APERTI’

Palmira e la sua famiglia, abitano a Caronno Pertusella (VA); dal 2009 sono costretti a vivere in un appartamento in affitto, perché la casa che hanno comprato nel 2007 è stata dichiarata inagibile. Il Difensore Civico sta cercando i responsabili per risolvere al più presto il caso. – Il Comune di Caronno dice che il progetto presentato all’inizio dei lavori era in regola ma quando sono state rilevate difformità, è stato revocato il permesso di costruire. – L’ex proprietario della casa, ex magazzino ristrutturato, non è reperibile……

Il Difensore Civico è alla ricerca delle parti in causa per fare al più presto chiarezza sulle responsabilità di ciascuno.

LINK PUNTATA  DIFENSORE CIVICO  DEL 13-2-2014 SU CANALE5: http://www.video.mediaset.it/video/mattino_5/servizi/438738/il-difensore-civico-a-caronno-pertusella.html 

articolo blog puntata  del 6/7 febbraio 2014:
https://emanuelacarcanodifensorecivico.wordpress.com/2014/02/07/67-2-2014-la-casa-comprata-e-inagibile-devono-pagare-mutuo-e-anche-laffitto-per-vivere-altrove/

Ha un taxi con regolare licenza ma, a Roma, non può esercitare l’attività di tassista! Renato Pacifico ha 63 anni e lavora da una vita; ha fatto un po’ tutti i mestieri, dal barista all’imbianchino, al garagista ……Per la pensione è ancora presto e i contributi versati sono insufficienti per avere una vecchiaia tranquilla. Renato deve continuare a lavorare……. Ed è per questo che nel 2000 sostiene tutti gli esami per poter accedere, nel 2005, al Bando di Concorso del Comune di Roma, dove risiede, per poter avere una licenza come tassista. Renato supera tutte le prove a pieni voti ma, niente licenza taxi! Motivo? Tra i requisiti richiesti, si deve aver frequentato le scuole dell’obbligo e quindi essere in possesso del diploma di scuola media. Renato Pacifico ha soltanto la licenza elementare ma è nato nel ’51 e fino all’entrata in vigore della nuova legge nel ’62, l’assolvimento dell’obbligo scolastico terminava con la quinta elementare.

 Intanto tra un ricorso e l’altro, puntualmente respinto, Renato partecipa nel 2010 ad un altro Bando di concorso, questa volta nella sua città natale, Ragusa e finalmente ottiene la sospirata licenza di tassista ma, nella capitale, non può lavorare. Renato non si dà pace , ha fatto ricorso anche al Consiglio di Stato per la revisione della sua esclusione a Roma e poi non si capacita di come sia invece possibile affittare o comprare una licenza taxi senza particolari formalità!

LINK PUNTATA  DIFENSORE CIVICO  DEL 12-2-2014 SU CANALE5:
http://www.video.mediaset.it/video/mattino_5/servizi/438521/il-difensore-civico-e-a-roma.html 

AGGIORNAMENTO NELLA PUNTATA DEL 13-2-2014: 

Palmira, con il marito e due bambini, abitano a Caronno Pertusella (VA) e dal 2009 sono costretti a vivere in un appartamento in affitto perché la casa che hanno comprato nel 2007 è stata dichiarata inagibile.
I coniugi avevano acquistato il bilocale ex garage, con l’intermediazione di un’agenzia immobiliare, fidandosi anche della perizia che la Banca aveva fatto fare per poter accordare il mutuo.


Dopo pochi mesi, nella casa, sono apparsi gravi problemi strutturali. Si sono rivolti all’Ufficio Tecnico del Comune che, effettuato il sopralluogo, ha dichiarato l’inagibilità! 

Così, Palmira e Giancarlo, oltre a pagare il mutuo e le tasse come seconda casa dei locali che non possono abitare, devono sostenere anche l’affitto di un altro appartamento! 
Il Difensore Civico sta cercando i responsabili per risolvere al più presto il caso.
Tiziana di Acate (Ragusa), ha lavorato per la Confederazione Italiana Agricoltori che non le ha pagato parte degli stipendi e i contributi.
Tiziana ha fatto causa alla CIA di Acate e la sentenza del 2006 le ha dato ragione, ma a tutt’oggi non ha ricevuto il pagato dei 180.000 euro dovuti.

Il Tribunale di Varese, dopo più di due anni, non ha ancora fissato la data per l’asta della casa e i tempi non saranno brevi considerando che proprio Varese ha uno dei primati in Italia per la lentezza della giustizia.

Antonio, dopo 5 anni di attività insieme ad un amico, decide, nel 2007, di uscire ufficialmente dalla società. Nel 2009 l’Agenzia delle Entrate di Varese gli invia una cartella di pagamento di oltre 140,000 euro ridotta poi a 60.000, per omesse dichiarazioni dei redditi della pizzeria.

Antonio cerca l’ex socio ma lui si rifiuta di pagare la sua parte e il commercialista che seguiva l’attività sparisce nel nulla. Antonio ipoteca la casa in cui vive con la famiglia e paga da solo il debito con l’Agenzia. Intanto inizia una causa nei confronti dell’ex socio; l’esito arriva nel 2012 con il pignoramento della casa dell’ex amico.

 

Giuseppina di Napoli da 2 anni è affetta da SLA, malattia degenerativa che la rende incapace di essere autosufficiente, al punto che la figlia ha dovuto lasciare il lavoro e dedicarsi completamente all’assistenza della madre. Per poter avere i contributi di invalidità, bisogna fare una richiesta al fine di ottenere una visita medica e per legge tale visita deve essere fatta al massimo dopo tre mesi. Di mesi a tutt’oggi ne sono passati sei e ancora nessun medico ha contattato la famiglia. Il Difensore Civico è andato a chiedere spiegazioni al Direttore Sanitario dell’ASL 1 Napoli Centro per risolvere il caso.

L’ASL ha ammesso la grave mancanza e ha provveduto nel fissare una visita domiciliare per Giuseppina che così potrà iniziare anche le pratiche per avere un contributi economico!

L’INPS ha commesso un errore ma la legge consente all’Ente di esigere la somma; a Silvia tante scuse e come risarcimento le consentono di restituire 50.000 euro in rate mensili per 19 anni. Assurdo!!!

Il marito è un ex carabiniere; nel ’97 muore e dal mese successivo Silvia comincia a ricevere la pensione di reversibilità provvisoria. Dopo ripetuti solleciti rimasti inascoltati e nonostante già nel 2001 l’Arma avesse comunicato i conteggi esatti per la pensione, nel 2006 la grande sorpresa! Silvia si vede recapitare dall’INPS una cartella che le chiede di restituire la somma di 50.000 euro!

Il Comune di Chieti, negli anni ’70, attraverso il Consorzio ASI Val Pescara, ha espropriato diversi terreni per costruire un raccordo stradale della Chieti – Pescara. I proprietari dei lotti non sono mai stati pagati!
Dopo 31 anni, nel 2001, il TAR ha riconosciuto un indennizzo di 8 milioni di euro agli espropriati: i soldi non sono arrivati; le spese di registrazione della sentenza si! Dopo la frode anche la beffa! Ma almeno questa cartella di Equitalia sono riusciti a farla pagare al Consorzio ASI Val Pescara.

La “gestione provvisoria” della superstrada è stata affidata all’ANAS; la provvisorietà dura da quarant’anni!!
Nel frattempo il Consorzio è stato posto in liquidazione perché indebitato per oltre 40 milioni di euro! Pagare tutti i creditori, compresi i proprietari dei terreni espropriati diventa impossibile! La Regione Abruzzo interviene nominando tre Commissari ma ad oggi ancora nessun pagamento ai creditori.

Con l’intervento del Difensore Civico si arriva a due risultati positivi: – un incontro tra Commissari ed Espropriati, mai avvenuto prima, per trovare insieme una soluzione; – la chiamata in causa di ANAS per trovare soldi e modalità d’azione.
La proposta del Difensore è di girare una parte dei soldi che L’ANAS percepisce dallo Stato per la gestione della superstrada Chieti – Pescara, ai proprietari!

A presto aggiornamenti……..

Patrizia Derosa di Limbiate ha aperto nel ’97 un Libretto al portatore per la figlia Marika che allora aveva 3 anni. Sul libretto ha depositato, nel tempo, i risparmi e le mance della figlia per consentirle, alla maggiore età, di usare i soldi messi da parte per lo studio o altro.

L’ultimo movimento sul libretto risale al 31/12/09 e riporta un saldo di Euro 2.174,62. Nell’ottobre del 2013, Patrizia, si reca in Banca Intesa Sanpaolo per prelevare la somma ma le viene detto che non è possibile perché entro il 31/03/2012, per effetto del Decreto “Salva Italia” del Governo Monti, avrebbe dovuto regolarizzare il saldo e portarlo sotto i 1.000 Euro. Inoltre le hanno comunicato che la sanzione, nel suo caso, sarebbe stata pari all’intero importo del saldo.

Patrizia NON ha mai ricevuto nessuna comunicazione da Banca Intesa e quindi non era al corrente delle nuove disposizioni. Patrizia si sente derubata!!! Dopo l’intervento del DifensoreCivico di Mattino Cinque, Emanuela Carcano, la Banca, con un comunicato, fa sapere che non era tenuta ad informare il cliente delle nuove norme. Patrizia ha però ottenuto il patrocinio dell’Unione Consumatori che la sosterrà nella causa contro Banca Intesa.

Ritorniamo sul caso degli ex interinali di “Multiservizi, Biosfera e Beni Culturali” aziende in liquidazione della Regione Sicilia. I 129 lavoratori ex interinali, per disposizione del Giudice, sono da considerarsi lavoratori dipendenti a tutti gli effetti. La Regione Sicilia, nonostante questo e nonostante ci siano anche delle cause vinte in Primo grado e in Appello, non procede al reintegro. 

Emanuela Carcano, seguita da una delegazione, tenta di entrare nel Palazzo della Regione per parlare con il Presidente Crocetta e avere risposte sul loro destino.