L’INPS ha commesso un errore ma la legge consente all’Ente di esigere la somma; a Silvia tante scuse e come risarcimento le consentono di restituire 50.000 euro in rate mensili per 19 anni. Assurdo!!!

Il marito è un ex carabiniere; nel ’97 muore e dal mese successivo Silvia comincia a ricevere la pensione di reversibilità provvisoria. Dopo ripetuti solleciti rimasti inascoltati e nonostante già nel 2001 l’Arma avesse comunicato i conteggi esatti per la pensione, nel 2006 la grande sorpresa! Silvia si vede recapitare dall’INPS una cartella che le chiede di restituire la somma di 50.000 euro!

Il Comune di Chieti, negli anni ’70, attraverso il Consorzio ASI Val Pescara, ha espropriato diversi terreni per costruire un raccordo stradale della Chieti – Pescara. I proprietari dei lotti non sono mai stati pagati!
Dopo 31 anni, nel 2001, il TAR ha riconosciuto un indennizzo di 8 milioni di euro agli espropriati: i soldi non sono arrivati; le spese di registrazione della sentenza si! Dopo la frode anche la beffa! Ma almeno questa cartella di Equitalia sono riusciti a farla pagare al Consorzio ASI Val Pescara.

La “gestione provvisoria” della superstrada è stata affidata all’ANAS; la provvisorietà dura da quarant’anni!!
Nel frattempo il Consorzio è stato posto in liquidazione perché indebitato per oltre 40 milioni di euro! Pagare tutti i creditori, compresi i proprietari dei terreni espropriati diventa impossibile! La Regione Abruzzo interviene nominando tre Commissari ma ad oggi ancora nessun pagamento ai creditori.

Con l’intervento del Difensore Civico si arriva a due risultati positivi: – un incontro tra Commissari ed Espropriati, mai avvenuto prima, per trovare insieme una soluzione; – la chiamata in causa di ANAS per trovare soldi e modalità d’azione.
La proposta del Difensore è di girare una parte dei soldi che L’ANAS percepisce dallo Stato per la gestione della superstrada Chieti – Pescara, ai proprietari!

A presto aggiornamenti……..

Patrizia Derosa di Limbiate ha aperto nel ’97 un Libretto al portatore per la figlia Marika che allora aveva 3 anni. Sul libretto ha depositato, nel tempo, i risparmi e le mance della figlia per consentirle, alla maggiore età, di usare i soldi messi da parte per lo studio o altro.

L’ultimo movimento sul libretto risale al 31/12/09 e riporta un saldo di Euro 2.174,62. Nell’ottobre del 2013, Patrizia, si reca in Banca Intesa Sanpaolo per prelevare la somma ma le viene detto che non è possibile perché entro il 31/03/2012, per effetto del Decreto “Salva Italia” del Governo Monti, avrebbe dovuto regolarizzare il saldo e portarlo sotto i 1.000 Euro. Inoltre le hanno comunicato che la sanzione, nel suo caso, sarebbe stata pari all’intero importo del saldo.

Patrizia NON ha mai ricevuto nessuna comunicazione da Banca Intesa e quindi non era al corrente delle nuove disposizioni. Patrizia si sente derubata!!! Dopo l’intervento del DifensoreCivico di Mattino Cinque, Emanuela Carcano, la Banca, con un comunicato, fa sapere che non era tenuta ad informare il cliente delle nuove norme. Patrizia ha però ottenuto il patrocinio dell’Unione Consumatori che la sosterrà nella causa contro Banca Intesa.

Ritorniamo sul caso degli ex interinali di “Multiservizi, Biosfera e Beni Culturali” aziende in liquidazione della Regione Sicilia. I 129 lavoratori ex interinali, per disposizione del Giudice, sono da considerarsi lavoratori dipendenti a tutti gli effetti. La Regione Sicilia, nonostante questo e nonostante ci siano anche delle cause vinte in Primo grado e in Appello, non procede al reintegro. 

Emanuela Carcano, seguita da una delegazione, tenta di entrare nel Palazzo della Regione per parlare con il Presidente Crocetta e avere risposte sul loro destino.

Il signor Angelo è di Palermo ma cambia spesso residenza per lavoro e ora vive a Milano. Ha ricevuto una intimazione di pagamento dall’agenzia Riscossione Sicilia ex SERIT; nella cartella non si specifica neppure per cosa e anche se Angelo volesse pagare non è stato allegato nessun bollettino con indirizzo e numero di conto corrente. Angelo chiama il numero verde ma da fuori Sicilia le telefonate non sono abilitate; si iscrive al sito internet ma nessuno risponde! Solo grazie all’interessamento di un amico che vive a Palermo e che si reca direttamente allo sportello dell’agenzia, Angelo scopre che la cartella esattoriale in questione si riferisce ad una multa che ha già pagato e alla Tarsu del 2004 e 2005 che non sono dovute perché non residente a Palermo. 

Dopo l’intervento del Difensore Civico, il direttore di Riscossione Sicilia si è preso l’impegno di seguire personalmente la pratica di Angelo.

Lorenzo Marchese, titolare di una lavanderia a Tolmezzo TIMBRO---CASO-RISOLTO-ok(Udine), si è visto recapitare due bollette di energia, per lo stesso periodo, da due fornitori diversi. Ha verificato e sollecitato il gestore in errore ma….niente! Intanto le agenzie di recupero crediti hanno iniziato a tartassare Lorenzo con telefonate e richieste di pagamento. C’è voluto l’intervento del Difensore Civico, Emanuela Carcano, per risolvere la situazione in tempi record.

CASO RISOLTO 
IL DIFENSORE CIVICO NON MOLLA MAI!!


TIMBRO---CASO-RISOLTO-okLa signora Anna è proprietaria di una quota di un immobile a Verbania affittato dal Ministero dell’Interno e adibito ad uffici e laboratori della Polizia. Il canone di locazione non viene pagato da due anni ed è già stato emesso lo sfratto. Il Ministero dell’Interno non paga l’affitto ma la Signora deve pagare le tasse!!

Dopo l’intervento del Difensore Civico che ha incontrato il Prefetto di Verbania, la svolta! La prossima settimana verrà effettuato l’ordine di pagamento per il canone del 2012 ed entro aprile sarà saldato il 2013.